Mycena rosea
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mefi
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Mycena rosea
Mycena rosea Gramberg (1912)
Questa specie è stata descritta nel 1912, col nome attualmente in uso, dall’insegnante e micologo tedesco Eugen Gramberg, nell’opera “Pilze der Heimat”.
Gramberg, 1913
Questa specie è stata descritta nel 1912, col nome attualmente in uso, dall’insegnante e micologo tedesco Eugen Gramberg, nell’opera “Pilze der Heimat”.
Gramberg, 1913
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Raffaella13
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Re: Mycena rosea
Veramente una bella realizzazione questa tavola di Gramberg: i punti del colore rosa ben colti. 
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mefi
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Re: Mycena rosea
ho vivacizzato un po’ il rosa, in originale il colore è più smorto tanto da far pensare anche a Mycena pura (e sinonimi e descrizione non aiutano a far passare il dubbio).Raffaella13 ha scritto: ↑23 ago 2025, 13:36Veramente una bella realizzazione questa tavola di Gramberg: i punti del colore rosa ben colti.![]()
Secondo me è stata una scelta di comodo attribuire a lui la specie, volendo conservare l’epiteto “rosea” e non potendo ricombinare validamente Agaricus roseus di Schaeffer o Bulliard o Schumacher, tutti successivi ad un’omonima specie di Scopoli che rappresenterebbe una Lepiota.
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Queletia mirabilis
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Queletia mirabilis
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Raffaella13
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Re: Mycena rosea
aaaahnnnn! [
quote=mefi post_id=738495 time=1755950037 user_id=189]
Secondo me è stata una scelta di comodo attribuire a lui la specie, volendo conservare l’epiteto “rosea” e non potendo ricombinare validamente Agaricus roseus di Schaeffer o Bulliard o Schumacher, tutti successivi ad un’omonima specie di Scopoli che rappresenterebbe una Lepiota.
[/quote]
ho vivacizzato un po’ il rosa, in originale il colore è più smorto tanto da far pensare anche a Mycena pura (e sinonimi e descrizione non aiutano a far passare il dubbio).Raffaella13 ha scritto: ↑23 ago 2025, 13:36Veramente una bella realizzazione questa tavola di Gramberg: i punti del colore rosa ben colti.![]()
Secondo me è stata una scelta di comodo attribuire a lui la specie, volendo conservare l’epiteto “rosea” e non potendo ricombinare validamente Agaricus roseus di Schaeffer o Bulliard o Schumacher, tutti successivi ad un’omonima specie di Scopoli che rappresenterebbe una Lepiota.
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Queletia mirabilis
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Re: Mycena rosea
Interessante la storia nomenclaturale di questa specie.
Se ho capito bene il primo che ha descritto Agaricus roseus [Scopoli, Flora Carniolica 1772] lo ha indicato con "stipes... fugaci cinctus" e quindi non può essere una Mycena (infatti sembra che abbia invece descritto Lepiota clypeolaria).
Gli altri che hanno usato questo binomio, incorrono nell'articolo 53.1 del codice (nome illegittimo in quanto sinonimo posteriore) e quindi Gramberg, avendo validamente pubblicato Mycena rosea, ne è ufficialmente l'autore.
La diagnosi originale è in tedesco e non sono riuscito a leggerla (la diagnosi in latino è obbligatoria per le specie nuove pubblicate a partire dal 1935, se non ricordo male) e in effetti la relativa tavola è "meno rosea" di quella pubblicata da Andrea.
Curiosamente Gramberg richiama due binomi (Mycena rösea Bull. e Mycena püra Pers.) che in realtà non esistono.

Se ho capito bene il primo che ha descritto Agaricus roseus [Scopoli, Flora Carniolica 1772] lo ha indicato con "stipes... fugaci cinctus" e quindi non può essere una Mycena (infatti sembra che abbia invece descritto Lepiota clypeolaria).
Gli altri che hanno usato questo binomio, incorrono nell'articolo 53.1 del codice (nome illegittimo in quanto sinonimo posteriore) e quindi Gramberg, avendo validamente pubblicato Mycena rosea, ne è ufficialmente l'autore.
La diagnosi originale è in tedesco e non sono riuscito a leggerla (la diagnosi in latino è obbligatoria per le specie nuove pubblicate a partire dal 1935, se non ricordo male) e in effetti la relativa tavola è "meno rosea" di quella pubblicata da Andrea.
Curiosamente Gramberg richiama due binomi (Mycena rösea Bull. e Mycena püra Pers.) che in realtà non esistono.
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mefi
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Re: Mycena rosea
Queletia mirabilis ha scritto: ↑23 ago 2025, 17:20Interessante la storia nomenclaturale di questa specie.
Se ho capito bene il primo che ha descritto Agaricus roseus [Scopoli, Flora Carniolica 1772] lo ha indicato con "stipes... fugaci cinctus" e quindi non può essere una Mycena (infatti sembra che abbia invece descritto Lepiota clypeolaria).
Gli altri che hanno usato questo binomio, incorrono nell'articolo 53.1 del codice (nome illegittimo in quanto sinonimo posteriore) e quindi Gramberg, avendo validamente pubblicato Mycena rosea, ne è ufficialmente l'autore.
La diagnosi originale è in tedesco e non sono riuscito a leggerla (la diagnosi in latino è obbligatoria per le specie nuove pubblicate a partire dal 1935, se non ricordo male) e in effetti la relativa tavola è "meno rosea" di quella pubblicata da Andrea.
Curiosamente Gramberg richiama due binomi (Mycena rösea Bull. e Mycena püra Pers.) che in realtà non esistono.
![]()
Traduzione by google, revisionata a mano
Il cappello, largo da 3 a 6 cm, raramente fino a 8 cm, è a carne sottile, glabro, rosa, viola, bluastro, a volte biancastro o bruno-rossastro al centro; sbiadisce con l'età. Inizialmente è campanulato, poi diventa piatto e spesso curvo al centro. Il margine è solitamente striato, igrofano e spesso ripiegato.
Le lamelle, spesso larghe più di 1 cm, sono solitamente dello stesso colore del cappello e sbiadiscono presto. Non sono particolarmente spaziate, sono libere o smarginate, spesso anche sinuose attaccate e con venature trasversali in alto, in corrispondenza della carne del cappello.
Il gambo rigido e tubolare è coriaceo, liscio e spoglio, leggermente ispido alla base. Ha lo stesso colore del cappello, è spesso più scuro e cresce fino a 3-7 cm, ma eccezionalmente fino a 9 cm, in altezza e 2-7 mm di spessore.
Una caratteristica affidabile è il forte odore di ravanello o patate marce.
Questa Mycena è molto comune in estate e in autunno nelle foreste di latifoglie e miste, nei boschetti e nelle brughiere paludose, meno frequente nelle foreste di conifere.
Spesso appare in gruppi sul muschio marcio.
Commestibile, ma di scarso valore a causa del suo odore particolare.
Laccaria amethystina è simile. L'intero fungo è viola. Le lamelle sono più distese e attaccate. Il gambo è pieno, fibroso e ruvido. Inodore.
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Franco Meiattini
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Re: Mycena rosea
Bellissimo funghetto che trovavo spesso in lecceta.
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Raffaella13
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Re: Mycena rosea
Ma che post super completo e’ risultato alla fine con i contributi di Andrea, Massimo e Franco. Collaborazione super efficace: 


mefi ha scritto: ↑23 ago 2025, 18:08Queletia mirabilis ha scritto: ↑23 ago 2025, 17:20Interessante la storia nomenclaturale di questa specie.
Se ho capito bene il primo che ha descritto Agaricus roseus [Scopoli, Flora Carniolica 1772] lo ha indicato con "stipes... fugaci cinctus" e quindi non può essere una Mycena (infatti sembra che abbia invece descritto Lepiota clypeolaria).
Gli altri che hanno usato questo binomio, incorrono nell'articolo 53.1 del codice (nome illegittimo in quanto sinonimo posteriore) e quindi Gramberg, avendo validamente pubblicato Mycena rosea, ne è ufficialmente l'autore.
La diagnosi originale è in tedesco e non sono riuscito a leggerla (la diagnosi in latino è obbligatoria per le specie nuove pubblicate a partire dal 1935, se non ricordo male) e in effetti la relativa tavola è "meno rosea" di quella pubblicata da Andrea.
Curiosamente Gramberg richiama due binomi (Mycena rösea Bull. e Mycena püra Pers.) che in realtà non esistono.
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Traduzione by google, revisionata a manoIl cappello, largo da 3 a 6 cm, raramente fino a 8 cm, è a carne sottile, glabro, rosa, viola, bluastro, a volte biancastro o bruno-rossastro al centro; sbiadisce con l'età. Inizialmente è campanulato, poi diventa piatto e spesso curvo al centro. Il margine è solitamente striato, igrofano e spesso ripiegato.
Le lamelle, spesso larghe più di 1 cm, sono solitamente dello stesso colore del cappello e sbiadiscono presto. Non sono particolarmente spaziate, sono libere o smarginate, spesso anche sinuose attaccate e con venature trasversali in alto, in corrispondenza della carne del cappello.
Il gambo rigido e tubolare è coriaceo, liscio e spoglio, leggermente ispido alla base. Ha lo stesso colore del cappello, è spesso più scuro e cresce fino a 3-7 cm, ma eccezionalmente fino a 9 cm, in altezza e 2-7 mm di spessore.
Una caratteristica affidabile è il forte odore di ravanello o patate marce.
Questa Mycena è molto comune in estate e in autunno nelle foreste di latifoglie e miste, nei boschetti e nelle brughiere paludose, meno frequente nelle foreste di conifere.
Spesso appare in gruppi sul muschio marcio.
Commestibile, ma di scarso valore a causa del suo odore particolare.
Laccaria amethystina è simile. L'intero fungo è viola. Le lamelle sono più distese e attaccate. Il gambo è pieno, fibroso e ruvido. Inodore.