
I FUNGHI DI FEBBRAIO .
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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO 2013
Che incontri!Speriamo che nei boschi presto succeda anche per noi: nel frattempo, ci godiamo questi post accurati. 

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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Ciao a Tutti!
In febbraio, nei luoghi più riparati dai rigori dell’inverno, timidamente in funghi ricominciano a crescere ed abbelliscono i boschi con le loro forme e spesso anche con i loro colori molto appariscenti come Sarcoscypha coccinea, uno stupendo ascomicete con imenio rosso ciliegia che cresce su rametti di varie latifoglie.
Una curiosità per chi non l'ha vista al microscopio: aschi e spore solo ialini ed il colore rosso è dato dalle parafisi.
In febbraio, nei luoghi più riparati dai rigori dell’inverno, timidamente in funghi ricominciano a crescere ed abbelliscono i boschi con le loro forme e spesso anche con i loro colori molto appariscenti come Sarcoscypha coccinea, uno stupendo ascomicete con imenio rosso ciliegia che cresce su rametti di varie latifoglie.
Una curiosità per chi non l'ha vista al microscopio: aschi e spore solo ialini ed il colore rosso è dato dalle parafisi.
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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Specie vicina con identico habitat e periodo di crescita è Sarcoscypha austriaca, che si distingue a livello microscopico da S. coccinea per:
spore più corte e un po’ più larghe solitamente troncate all’estremità, con guttule e sostanza gelatinosa ai poli,
base delle parafisi spesso moniliforme,
peli dell’excipulum fortemente sinuosi ed arrotolati,
tomento esterno composto principalmente da peli flessuosi non incrostati.
Si può trovare anche una’altra specie molto meno comune delle precedenti: Sarcoscypha jurana che cresce su rami di tiglio. Secondo me è specie rara perché il tiglio non è presente a livello spontaneo nei boschi, ma viene solo utilizzato nelle alberature stradali e nei parchi cittadini che vengono regolarmente puliti dai detriti legnosi che costituiscono l'habitat di questa specie.
spore più corte e un po’ più larghe solitamente troncate all’estremità, con guttule e sostanza gelatinosa ai poli,
base delle parafisi spesso moniliforme,
peli dell’excipulum fortemente sinuosi ed arrotolati,
tomento esterno composto principalmente da peli flessuosi non incrostati.
Si può trovare anche una’altra specie molto meno comune delle precedenti: Sarcoscypha jurana che cresce su rami di tiglio. Secondo me è specie rara perché il tiglio non è presente a livello spontaneo nei boschi, ma viene solo utilizzato nelle alberature stradali e nei parchi cittadini che vengono regolarmente puliti dai detriti legnosi che costituiscono l'habitat di questa specie.
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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Sui rami di pioppo possiamo trovare questa curiosa specie che ha tutto l’aspetto di un ascomicete: si tratta invece di un basidiomicete che negli ultimi anni è migrato da un genere all’altro e forse oggi ha trovato un po’ di pace.
Si tratta di Schizophyllum amplum = Auriculariopsis ampla = Cytidia flocculenta = ecc……
…ma dove sono le lamelle incise tipiche di Schizophyllum commune?
…non ci sono, ma la specie è stata inserita in questo genere per affinità genetiche (ah questi studi sul DNA
) e per priorità nomenclatoriali.
Si tratta di Schizophyllum amplum = Auriculariopsis ampla = Cytidia flocculenta = ecc……
…ma dove sono le lamelle incise tipiche di Schizophyllum commune?

…non ci sono, ma la specie è stata inserita in questo genere per affinità genetiche (ah questi studi sul DNA

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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Ecco qui invece il diffuso e conosciutissimo Schizophyllum commune dalle tipiche lamelle fessurate longitudinalmente.
Una curiosità: è una delle prime pioniere che crescono sui residui legnosi carbonizzati dopo il passaggio di un incendio.
Una curiosità: è una delle prime pioniere che crescono sui residui legnosi carbonizzati dopo il passaggio di un incendio.
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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Uno dei primi funghi ad apparire è anche una piccola cortinariacea: Tubaria hiemalis, ora in IF indicata sinonimo di Tubaria furfuracea.
Era stata distinta da furfuracea per il periodo di crescita (da cui il nome hiemalis) e per alcune leggere caratteristiche microscopiche legate alla forma dei cheilocistidi.
Era stata distinta da furfuracea per il periodo di crescita (da cui il nome hiemalis) e per alcune leggere caratteristiche microscopiche legate alla forma dei cheilocistidi.
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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Gironzolando in pineta possiamo ancora trovare sulle pigne Auriscalpium vulgare un curioso funghetto tutto feltrato di colore bruno il gambo laterale e con l’imenio ad aculei.
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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Un funghetto particolare e molto interessante è senz’altro Marasmius epiphylloides, facilmente determinabile per il particolare habitat: cresce infatti su vecchie foglie di edera.
Io lo trovo rovistando alla base dei muri ricoperti di edera dove si accumulano le foglie cadute.
Curioso è il suo imenio formato da pochissime lamelle.
Io lo trovo rovistando alla base dei muri ricoperti di edera dove si accumulano le foglie cadute.
Curioso è il suo imenio formato da pochissime lamelle.
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Re: I FUNGHI DI FEBBRAIO .
Sulle ceppaie e detriti legnosi crescono le prime numerosissime e fragili famigliole di Coprinellus disseminatus.
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