Premessa di Ulderico Bonazzi .

SECONDO SUBFORUM .
Sono riportati , per gentile concessione dell'autore Ulderico Bonazzi , i nomi scientifici dei funghi e la loro corrispondenza con i nomi vernacolari .
Tutti gli Iscritti al Forum FeM potranno contribuire ad incrementare questa raccolta di dati inserendo le ulteriori locali informazioni in loro possesso, in modo da rendere quanto più aggiornata possibile la raccolta stessa.
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Premessa di Ulderico Bonazzi .

Messaggioda Membro FeM » 17 feb 2013, 17:35


PREMESSA
di Ulderico Bonazzi .

Sono certo che tutti coloro che si sono impegnati ad allestire mostre di funghi si sono sentiti chiedere più e più volte: "Perché questi nomi latini, così difficili da memorizzare, e non il nome con cui tutti noi li conosciamo?", ma sono altrettanto certo che chi, per propria sventura, si è attentato ad affiancare il nome scientifico col nome volgare o dialettale di sua conoscenza abbia ricevuto contestazioni ben più forti ed accuse d'incompetenza "Ma questo non è assolutamente….!!!". Questo perché "il nome con cui tutti noi li conosciamo" varia non solo da regione a regione, ma da provincia a provincia, da vallata a vallata, da comune a comune, se non addirittura da frazione a frazione, da quartiere a quartiere; quello che crea maggiore confusione è che con lo stesso nome o con nomi molto simili in luoghi diversi si identificano funghi anche molto differenti, sia per uno studioso, che per un osservatore molto superficiale. Per questo motivo e per dare una risposta credibile ai visitatori delle mostre fungine nel 1995 iniziai a raccogliere dati sui vari nomi attribuiti in tutta Italia dai "fungaroli" ai carpofori oggetto della loro attenzione. Cominciai così a scoprire che il "prugnolo d'autunno", sia nel volgare che nelle varie forme dialettali, può essere in località diverse anche della mia stessa provincia la Clitocybe nebularis, il Leucopaxillus candidus, la Lepista nuda oppure la Clitocybe geotropa, che il "rossino" può essere un Agaricus della sezione Rubescentes, un Leccinum a cappello più o meno rosso, un Lactarius a lattice rosso ed arancio, l'Hygrophorus russula e similari, una Russula più o meno rossa, lo Xerocomus rubellus …. Una vera selva di funghi si nasconde poi in località diverse sotto il nome di "Cappello da prete".
Ho constatato che quando lo stesso nome viene usato per funghi molto diversi nella medesima località è indice quasi certo che quei funghi sono ritenuti velenosi o almeno non commestibili: Fons mac, Pisacá, Besacân, Bisacan, Bissacan, Fónz mât, Cavròn, Fungo de le capre, Trippa de pècora, Fugne, Tavarino, Fetecchia, Pernacchia, Cardolinu 'e cani, Cardolinu 'e scappuddu, Roba pazza, Fungiacci, Spèrgifamíie…
"Lei ha la morte nel cesto, son tutti Besacân!!!" Mi sono più volte sentito dire durante le mie raccolte nella mia provincia.
Quando il nome è invece mirato su una specie o su specie affini e comunque con dati macroscopici abbastanza simili è quasi certo che il fungo viene considerato commestibile e raccolto nella zona. In questi casi troviamo nomi tipici e radicati delle singole località che sono da collegare a tradizioni popolari spesso molto vecchie e nomi importati o per effetto del turismo o dell'immigrazione interna (è il caso della "finferla" Cantharellus lutescens, che in molte regioni d'Italia non veniva tradizionalmente consumata ed il cui consumo è quindi in quelle zone recente ed il nome è stato mutuato dal turismo in Trentino, dove il fungo viene consumato da sempre). In alcuni casi i nomi mutuati da altre zone sono stati adattati a specie diverse e macroscopicamente confondibili con il fungo a cui competeva il nome originalmente.
Oggi mi trovo con 4370 nomi volgari o dialettali da attribuire a circa 420 specie; mi rendo conto che son ben lontano dal possedere tutti i nomi attribuiti ai funghi in Italia e che il mio lavoro presenti, in particolare per alcune zone, grosse lacune.
Mi sono state molto utili alcune opere in cui apparivano accurate ricerche locali, in particolare la validissima opera curata da Maurizio Tafini con la collaborazione del Circolo Micologico Perugino "Il nome dei funghi in Umbria", "I funghi del territorio bresciano nella terminologia dialettale" curato da Nino Arietti del Museo Civico di Storia Naturale di Brescia, "Funghi e tartufi del maceratese" curato da Ettore Orsomando & Mattia Bencivenga & Enrico Bini per conto dell'Amministrazione Provinciale di Macerata; ma non meno preziosa è stata la collaborazione di tanti soci di diversi Gruppi Micologici.
Anche se è in territorio svizzero, ho riportato anche diversi nomi locali del Canton Ticino per la loro assonanza con le zone italiane con esso confinanti.
Spero che questo mio, pur imperfetto, lavoro possa servire non solo ai raccoglitori ed amanti dei funghi, ma anche agli studiosi come base di partenza per un più serio censimento: dove un fungo ha un nome è certo che in quel luogo cresce.
Mi scuso se in alcuni casi gli accenti del dialetto locale non sono del tutto corretti, ma ho riportato i dati fornitimi dai collaboratori vari.



lenza
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Re: Premessa di Ulderico Bonazzi .

Messaggioda lenza » 05 apr 2013, 15:05

do il mio modestissimo contributo (mi auguro sia questo il topic adatto per le segnalazioni): il gomphus clavatus in alcune zone è anche noto come ''orecchie di porcello'' o ''orecchie di maiale''... personalmente lo colgo da quando ero piccino (7-8 anni coi miei genitori, ora ne ho 28 -3192 ) nel bellunese... e ricordo che ai tempi delle prime raccolte, qualche locale ci disse questo nome curioso... che effettivamente è molto azzeccato. :mm:


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