Una questione di portamento...
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AndreaPO
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Una questione di portamento...
Buongiorno a tutti.
Una decina di giorni fa, quando non ero ancora iscritto al Forum, ho letto un contributo di "Alessio 1973" risalente al 26/9/2010 nel quale si parlava delle differenze tra Boletus e Xerocomus (*).
Il contributo terminava così:
"In conclusione l’unico carattere che sembra distinguere Xerocomus s. l. da Boletus sembra essere il portamento."
Lungi da me entrare nel merito di una tale conclusione.
Mi preme solo far notare il ruolo di un carattere morfologico secondo me assai rilevante e, che mi risulti, anche assai negletto: il portamento.
Personalmente posseggo solo testi di micologia risalenti al secolo scorso e in nessuno di essi si prende in considerazione il "portamento" dei funghi a gambo e cappello. L'unico riferimento, anche se parziale e in buona sostanza en passant, a questo carattere lo inserisce, che io sappia, il Cetto nella introduzione al vol. 1 del suo "I funghi dal vero". Ma il disegno della silhouette dei vari Generi è pur sempre meglio di niente.
Anche in rete ogni scheda riporta la descrizione del cappello, dell'imenoforo, del gambo, della carne e dell'habitat oltre, spesso, alla caratteristiche microscopiche e al colore delle spore. Del portamento non c'è traccia. Non starò a chiedermi perché, dato che a questa domanda non saprei assolutamente rispondere. Posso solo dire che non capisco questa assenza.
Vediamo la questione.
Quante volte è capitato a ciascuno di noi di vedere un fungo sul piano di campagna lontano decine di metri e di riconoscerlo (per non dire determinarlo) a "colpo d'occhio"?
Quando si raccoglie un micete e lo si porta ad altezza d'occhio per osservarlo quale è il carattere che si riesce a valutare immediatamente e spesso porta il riconoscimento sulla strada giusta?
Quante volte si pensa, "senza pensare", che abbiamo trovato una Clitocibe, un Igroforo, un Boleto, un Marasmio, una Collibia e così via?
Eppure nelle situazioni descritte non abbiamo ancora potuto renderci conto delle caratteristiche dell'imenio, del gambo e così via. Abbiamo avuto solo la possibilità di una visione d'insieme.
L'unica spiegazione che ritengo possibile è che questa "visione d'insieme" corrisponda alla valutazione, spesso non del tutto consapevole, del "Portamento".
(*) Indice < COMUNICAZIONI < Domande di micologia
"Si fa presto a dire Xerocomus"
Immagini fonte Wikipedia
Una decina di giorni fa, quando non ero ancora iscritto al Forum, ho letto un contributo di "Alessio 1973" risalente al 26/9/2010 nel quale si parlava delle differenze tra Boletus e Xerocomus (*).
Il contributo terminava così:
"In conclusione l’unico carattere che sembra distinguere Xerocomus s. l. da Boletus sembra essere il portamento."
Lungi da me entrare nel merito di una tale conclusione.
Mi preme solo far notare il ruolo di un carattere morfologico secondo me assai rilevante e, che mi risulti, anche assai negletto: il portamento.
Personalmente posseggo solo testi di micologia risalenti al secolo scorso e in nessuno di essi si prende in considerazione il "portamento" dei funghi a gambo e cappello. L'unico riferimento, anche se parziale e in buona sostanza en passant, a questo carattere lo inserisce, che io sappia, il Cetto nella introduzione al vol. 1 del suo "I funghi dal vero". Ma il disegno della silhouette dei vari Generi è pur sempre meglio di niente.
Anche in rete ogni scheda riporta la descrizione del cappello, dell'imenoforo, del gambo, della carne e dell'habitat oltre, spesso, alla caratteristiche microscopiche e al colore delle spore. Del portamento non c'è traccia. Non starò a chiedermi perché, dato che a questa domanda non saprei assolutamente rispondere. Posso solo dire che non capisco questa assenza.
Vediamo la questione.
Quante volte è capitato a ciascuno di noi di vedere un fungo sul piano di campagna lontano decine di metri e di riconoscerlo (per non dire determinarlo) a "colpo d'occhio"?
Quando si raccoglie un micete e lo si porta ad altezza d'occhio per osservarlo quale è il carattere che si riesce a valutare immediatamente e spesso porta il riconoscimento sulla strada giusta?
Quante volte si pensa, "senza pensare", che abbiamo trovato una Clitocibe, un Igroforo, un Boleto, un Marasmio, una Collibia e così via?
Eppure nelle situazioni descritte non abbiamo ancora potuto renderci conto delle caratteristiche dell'imenio, del gambo e così via. Abbiamo avuto solo la possibilità di una visione d'insieme.
L'unica spiegazione che ritengo possibile è che questa "visione d'insieme" corrisponda alla valutazione, spesso non del tutto consapevole, del "Portamento".
(*) Indice < COMUNICAZIONI < Domande di micologia
"Si fa presto a dire Xerocomus"
Immagini fonte Wikipedia
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mefi
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Re: Una questione di portamento...
In effetti il portamento viene citato raramente nei testi, forse perché a parte certi fattori evidenti comprende aspetti che da una parte sul campo ci fanno già intuire il genere ma dall’altra sono difficili da definire singolarmente e se descritti non paiono poi così dirimenti.
Invece quando troviamo una specie di cui abbiamo esperienza il nostro cervello “unisce i puntini” tra questi singoli aspetti e ci porta alla possibile determinazione.
A tal proposito c’è questa discussione recente: https://www.funghiemicologia.com/phpBB3 ... 54#p746580
MTB sono le iniziali della massima eminenza italiana sul genere Lactarius. Lei da particolari che si possono apprezzare col primo “colpo d’occhio” riesce a ipotizzare perfino la specie del post, io probabilmente ipotizzerei il genere, qualcuno alle prime armi nemmeno quello.
Invece quando troviamo una specie di cui abbiamo esperienza il nostro cervello “unisce i puntini” tra questi singoli aspetti e ci porta alla possibile determinazione.
A tal proposito c’è questa discussione recente: https://www.funghiemicologia.com/phpBB3 ... 54#p746580
MTB sono le iniziali della massima eminenza italiana sul genere Lactarius. Lei da particolari che si possono apprezzare col primo “colpo d’occhio” riesce a ipotizzare perfino la specie del post, io probabilmente ipotizzerei il genere, qualcuno alle prime armi nemmeno quello.
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Queletia mirabilis
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Re: Una questione di portamento...
Portamento/habitus, cioè l'esperienza unita al colpo d'occhio. Quello che ti fa riconoscere almeno il genere solo guardando e senza toccare.
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AndreaPO
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Re: Una questione di portamento...
@Massimo
Ciao
Sì, proprio così. Esperienza estremamente soddisfacente...
@Andrea
Ciao
Grazie, vado subito a vedere...

Ciao
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@Andrea
Ciao
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AndreaPO
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Re: Una questione di portamento...
mefi ha scritto: ↑16 giu 2026, 12:14In effetti il portamento viene citato raramente nei testi, forse perché a parte certi fattori evidenti comprende aspetti che da una parte sul campo ci fanno già intuire il genere ma dall’altra sono difficili da definire singolarmente e se descritti non paiono poi così dirimenti.
Quel che dici è probabilmente la spiegazione più plausibile.
Dal punto di vista didattico credo comunque che sia una perdita. Descrivere anche nel modo più stringato possibile i Generi comporta comunque parecchie parole da memorizzare. Con le immagini mi pare che il compito sarebbe facilitato. Ne accludo una solo ed esclusivamente a titolo di esempio che possa meglio illustrare ciò che ho espresso sopra.
Buona giornata.
A
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alexlicc
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Re: Una questione di portamento...
Interessante la discussione sul portamento. Come ha ben detto Massimo (Queletia mirabilis), spesso questo carattere ti indirizza ad un gruppo tassonomico; poi altri caratteri e l'esperienza fanno il resto.
Penso al portamento "boletoide", col tipico gambo obeso e cappello convesso, portamento tricholomoide (gambo cilindrico e robiusto in rapporto al cappello, cappello carnoso, piano ecc..), clitociboide (cappello ad imbuto e lamelle decorrenti) e tanti altri....
In generale, pur essendo tipico e identificativo di alcuni generi, da cui prende il nome, può però anche essere associato ad altri generi! Così, se un Cortinarius lo definisco con portamento tricholomoide, penso ad un esemplare con gambo cilindrico e robusto, cappello carnoso (es sottogenere Leprocybe), se parlo di Cortinarius a portamento inocyboide, immagino gambo più esile, slanciato, cappello conico spesso appuntito (es. sottogenere Dermocybe).
Imnmagina che anche in alcuni testi specialistici si fa riferimento proprio al portamento per separare, a prima vista, i due sottogeneri!!

Penso al portamento "boletoide", col tipico gambo obeso e cappello convesso, portamento tricholomoide (gambo cilindrico e robiusto in rapporto al cappello, cappello carnoso, piano ecc..), clitociboide (cappello ad imbuto e lamelle decorrenti) e tanti altri....
In generale, pur essendo tipico e identificativo di alcuni generi, da cui prende il nome, può però anche essere associato ad altri generi! Così, se un Cortinarius lo definisco con portamento tricholomoide, penso ad un esemplare con gambo cilindrico e robusto, cappello carnoso (es sottogenere Leprocybe), se parlo di Cortinarius a portamento inocyboide, immagino gambo più esile, slanciato, cappello conico spesso appuntito (es. sottogenere Dermocybe).
Imnmagina che anche in alcuni testi specialistici si fa riferimento proprio al portamento per separare, a prima vista, i due sottogeneri!!
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AndreaPO
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Re: Una questione di portamento...
Sì, è proprio così. Valgono però anche le ragioni di Massimo per cui risulta, secondo me, un singolare paradosso per cui la prima cosa che vedi avvicinandoti a un micete e alzandolo verso gli occhi è, ovviamente, il portamento. Ma, non essendoci una esplicita educazione didattica, questo carattere particolare non ti aiuta per niente finché... non ti rendi conto, per le conoscenze che ti sei fatto nel tempo, che "esiste".alexlicc ha scritto: ↑24 giu 2026, 08:46...
In generale, pur essendo tipico e identificativo di alcuni generi, da cui prende il nome, può però anche essere associato ad altri generi! Così, se un Cortinarius lo definisco con portamento tricholomoide, penso ad un esemplare con gambo cilindrico e robusto, cappello carnoso (es sottogenere Leprocybe), se parlo di Cortinarius a portamento inocyboide, immagino gambo più esile, slanciato, cappello conico spesso appuntito (es. sottogenere Dermocybe).
Imnmagina che anche in alcuni testi specialistici si fa riferimento proprio al portamento per separare, a prima vista, i due sottogeneri!!
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Ti viene in mente qualcuno dei testi a cui ti riferivi nella chiusa del tuo commento?
Stai bene.
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AndreaPO
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Re: Una questione di portamento...
@alexlicc (alessandro)
Mi riferivo, ovviamente, anche al commento di mefi (Andrea) che ringrazio insieme a chi ha voluto contribuire alla discussione.
State bene.

Mi riferivo, ovviamente, anche al commento di mefi (Andrea) che ringrazio insieme a chi ha voluto contribuire alla discussione.
State bene.
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alexlicc
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Re: Una questione di portamento...
Ciao Andrea, ovviamente i commenti di Mefi e Queletia li condivido in pieno!!
Riguardo ai testi, vado a memoria, ma il riferimento da me citato si trova su "Guida Introduttiva al Genere Cortinarius in Europa", din Calledda, Florian, Mazza, Campo.
Appena rientro a casa faccio una foto a questa parte ;-)

Riguardo ai testi, vado a memoria, ma il riferimento da me citato si trova su "Guida Introduttiva al Genere Cortinarius in Europa", din Calledda, Florian, Mazza, Campo.
Appena rientro a casa faccio una foto a questa parte ;-)
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AndreaPO
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Re: Una questione di portamento...
@ alexlicc
Grazie per la Guida. Ho trovato uno stralcio in rete (ResearchGate) e me la sono ben guardata. Ho tappato qualche buco e ho un quadro schematico più chiaro. Subito dopo ho scoperto che un tale micologo ha ridiviso il genere in 10 sottogeneri…
Non me ne cruccio perché fin dall'inizio, tanto tempo fa, avevo lasciato perdere data la mole e dato il numero così limitato di specie da tegame che basta la mano di un cardatore in pensione a contarle...
@ Tutti
Nella Guida di cui parlavo sopra con "alexlicc" in effetti si fanno frequenti riferimenti al portamento.
In maniera un pochino fortunosa ho trovato un contributo divulgativo che fa sistematico riferimento a questa caratteristica.
E' scritto da Gianni Giana. Non lo avevo mai sentito prima d'ora e ho cercato un po' di notizie.
Nella presentazione di un evento del Parco delle Orobie Valtellinesi di un paio di anni fa, lo si presenta quale componente del Comitato scientifico dell’Associazione Micologica Bresadola per il Gruppo Micologico Cantù e Como:
https://parcorobievalt.com/eventi-ed-in ... dei-funghi
Io l'ho già letto, vi accludo il collegamento così chi vuole lo può scaricare e leggere e, se la cosa interessa, si potrà avviare una conversazione a questi propositi.
https://www.fungart.it/joomla/docs/riconoscimento.pdf
State bene.

Grazie per la Guida. Ho trovato uno stralcio in rete (ResearchGate) e me la sono ben guardata. Ho tappato qualche buco e ho un quadro schematico più chiaro. Subito dopo ho scoperto che un tale micologo ha ridiviso il genere in 10 sottogeneri…
Non me ne cruccio perché fin dall'inizio, tanto tempo fa, avevo lasciato perdere data la mole e dato il numero così limitato di specie da tegame che basta la mano di un cardatore in pensione a contarle...
@ Tutti
Nella Guida di cui parlavo sopra con "alexlicc" in effetti si fanno frequenti riferimenti al portamento.
In maniera un pochino fortunosa ho trovato un contributo divulgativo che fa sistematico riferimento a questa caratteristica.
E' scritto da Gianni Giana. Non lo avevo mai sentito prima d'ora e ho cercato un po' di notizie.
Nella presentazione di un evento del Parco delle Orobie Valtellinesi di un paio di anni fa, lo si presenta quale componente del Comitato scientifico dell’Associazione Micologica Bresadola per il Gruppo Micologico Cantù e Como:
https://parcorobievalt.com/eventi-ed-in ... dei-funghi
Io l'ho già letto, vi accludo il collegamento così chi vuole lo può scaricare e leggere e, se la cosa interessa, si potrà avviare una conversazione a questi propositi.
https://www.fungart.it/joomla/docs/riconoscimento.pdf
State bene.