Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Queletia mirabilis
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Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 07:45

Due foto in cui si evince tutta la bellezza di questa specie.
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 07:48

La storia del Boletus aereus comincia nel 1789, quando il botanico e micologo francese Pierre Bulliard pubblica il suo Herbier de la France. Alla Planche 385 è rappresentato le bolet bronzé, a rimarcare le sfumature della cuticola del boleto.
L’icona non fa giustizia della bellezza di tale specie. Gli esemplari rappresentati nella litografia sembrano più simili ad una qualche specie di Leccinum che ad un Boletus s.s., ma ormai l’epiteto Boletus aereus era nato e ad esso il Bulliard legherà perennemente il suo nome: Boletus aereus Bull.
Come per moltissime altre specie, all’inizio non è stato di ben facile inquadramento. Molto era dovuto al fatto che nel 1700-‘800 i micologici erano principalmente mitteleuropei, nord-francesi, svedesi ecc. e quindi non è che di aereus ne vedessero molti. Alcuni lo confondevano con B. appendiculatus, altri lo consideravano una varietà di B. edulis. Lo stesso Bruno Cetto, nel 1970, nella prima edizione del primo volume della sua collana I Funghi dal vero, al n° 273, pubblicò una foto di B. reticulatus scambiandolo per B. aereus e poi, nelle successive edizioni, provvide alla rettifica. Con l’avvicendarsi di micologi mediterranei, a partire soprattutto da Lucien Quelet, Boletus aereus è diventato un taxon ben definito.
Boleto termofilo e moderatamente xerofilo, tipico dei boschi mediterranei di Quercus s.l., con suolo di preferenza a composizione calcarea, non disdegna nemmeno di legarsi a castagno a substrato siliceo, nocciolo, cisto ed altre essenze a foglia ampia. Raccolto, con clima favorevole, da giugno ad ottobre-novembre, con puntate estreme anche a maggio e dicembre. Spesso insieme al cugino Boletus aestivalis-reticulatus e all'Amanita caesarea, altre gradite presenze boschive.
Specie ben conosciuta dai frequentatori dei boschi mediterranei (i toscani lo chiamano nero, moreccio) fino alle leccete a ridosso della battigia marina, come nel caso di Cala Violina nella Bandita di Scarlino (GR). In certi momenti può essere praticamente la sola specie fungina di pregio presente nel bosco. Chi frequenta i boschi di rovere di San Vivaldo-Iano-Castelfalfi (PI), o di farnia (come la striscia di San Bartolomeo a San Rossore), di roverelle, di sughere o misti sicuramente raccoglie esemplari più saporiti e belli rispetto a chi frequenta le cerrete ma non vengono certo disdegnati gli esemplari nascenti nelle leccete o sotto cisto.

Vorrei presentare una serie di tavole di autori del passato tratte da opere più o meno famose, sperando di fare cosa gradita a chi, come me, ama e colleziona queste antiche rappresentazioni fungine.

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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 07:52

D. Iacobi Schaeffer, Fungorum qui in Bavaria et Palatinatum, Vol. 2, Tav. 135, 1763.

Questa è la prima rappresentazione grafica di un "qualcosa" che può rassomigliare a B. aereus (ma anche a B. reticulatus). Lo Schaeffer, che in questa opera non ha usato il sistema binomiale introdotto dieci anni prima da Linneo, lo descrisse come Varietates Boleti Vicesimi Quarti, cioè “varietà del boleto numero ventiquattro”. Nella icona del boleto ventiquattro era raffigurato un B. edulis.
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 07:56

Pierre Bulliard, Herbier de la France, Planche 385, 1789

Non è certo rappresentativa del B. aereus questa icona, ma tant'è che è la prima volta che viene usato questo epiteto. Il Bulliard formalizzerà la creazione della specie due anni dopo, pubblicando una diagnosi che portò non poca confusione ai micologi posteriori.
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 07:59

J.J. Paulet, Traité des Champignons, 1791 (sub Tubiporus ustulatus)
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 08:03

A. Alberti, Del modo di conoscere i funghi…, 1829

Qui sembra che l'Alberti abbia copiato le icone del Bulliard.
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 08:06

von Krombholz, Naturgetreue Abbildungen und Beschreibungen... Schwamme, (1831-1846), Tavola 31, icone 2, 3, 5, 7, 14 (sub B. edulis)
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 08:07

von Krombholz, Naturgetreue Abbildungen und Beschreibungen... Schwamme, (1831-1846), Tavola 76, icone 7, 8 (sub B. sericeus)
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 08:12

D. Viviani, I Funghi d’Italia, 1834 (sub Boletus edulis)
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Re: Il Boletus aereus attraverso le tavole di un passato più o meno lontano.

Messaggio da Queletia mirabilis » 27 set 2017, 08:12

J. Roques, Atlas des champignons, 1841
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